A rimandare non c'avevo perso molto
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Napoli
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Erano mesi che ne leggevo, di volta in volta, meraviglie o giudizi di sufficienza, talvolta remoti; e mesi che rimandavo l'incontro, perché la location è per me relativamente fuori mano. Arriva il giorno delle analisi del sangue al cotugno - perché qualche volta sono sconsiderato (non tanto da non essere single, però) - e poiché, come dice il poeta, "dove c'è il pericolo cresce anche ciò che salva", dopo il prelievo e un rapido ristoro al bar sulla stessa strada, corro a sperimentare. Il risultato non è stato purtroppo dei migliori. L'incontro è durato 16' tutto compreso; come tutti sanno, a tenere in piedi l'esercizio sono in due; mi apre quella più bassina e, dopo le abluzioni, memore delle letture che ne denunciano astuzie e rapidità, ho chiesto dell'altra che avevo intravisto, non molto più alta ma apparentemente più simpatica. La portiera non batte ciglio ed acconsente al cambio, la tizietta arriva e, dopo svestita, prima cerca di farmi stendere (pessimo segno) e poi mi porge il capezzolo come quando si allatta (e ancora ancora!). Dopo qualche insulsissimo bacio a stampo, passa ad un bbj non disprezzabile, anche se un po' troppo "dentale"; quando le faccio capire che vorrei assaggiarla mi sale su, ma il ciuffo di peli e la crema lubrificante utilizzata non sono esattamente l'ideale per l'operazione. Alfin mi sale addosso, e poi mi passa sotto, sia pur senza mettermi fretta. Alzo la testa, mi vedo allo specchio e mi sento un deficiente. Arrivo, grazie e addio.
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