Angelica... ma solo di nome.
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Lecce
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Travolto da un'insolita voglia di novita decido per una volta di ignorare la rubrica del famoso put-cel e di esplorare nuovi orizzonti, cosa più facile a dirsi che a farsi nell'ormai sterile panorama leccese.
Un rapido giro sui soliti siti e spunta lei, la chiamo e mi da le indicazioni del caso, indirizzandomi verso il quartiere a luci rosse di Lecce, al secolo gda.
Arrivo sul posto in perfetto orario, la chiamo e mi da le ultime indicazioni per raggiungerla.
Arrivo vicino alla porta e busso, ma lei non apre, busso di nuovo ma niente, ritento e questa volta apre, ma mentre lei è nascosta dietro la porta,
Mentre vado per entrare un simpatico bassotto in versione "sacco di pulci" pensa bene di saltarmi addosso cercando di mordermi i risvolti dei pantaloni, per fortuna andando a vuoto e scappando, con mio sommo sollievo verso l'esterno delle palazzine.
Entro, mi si presenta una signorotta un pò attempata sulla cinquantina, capelli neri lunghi e mossi, alta circa 1. 70, abbastaza fornita di davanzale e formosetta, sufficientemente.
Pittoresca che sembra essere stata estrapolata direttamente da qualche masseria del salento.
Istantaneamente prevale l'istinto di sopravvivenza del regale augello e per questo contratto per un massaggio con finale bj alla modica somma di 60 euri, dopo versato l'obolo si aprono le danze senza richiesta da parte sua di uso del bagno per pulizia.
Mi invita a stendermi sullo scannatoio, usato nei tempi morti dal simpatico "sacco di pulci" come cuccia e per questo puzzolente e pieno di peli, a pancia in giu e comincia uno pseudo massaggio col sottofondo musicale della suoneria del suo telefono.
Che squillava ripetutamente e fastidiosamente a livello massimo, fortunatamente dopo mia richiesta, accetta di metterlo in modalità silenziosa.
Dopo neanche cinque minuti mi chiede di girarmi a pancia in sù e indossato il gommino, si affatica sul fratellino praticando un bj senza infamia e senza lode.
Ormai schifato e oppresso dal fetore di cane mi rivesto e vado via, osservando rivestendoni, il resto della stanza che assomiglia molto al negozio di un rigattiere o forse meglio di uno sfasciacarrozze con pile di materiali accatastate negli angoli della stanza.
Uscito fuori, con mia somma tristezze incontro nuovamente il simpatico "sacco di pulci" il quale ovviamente abbaiando e ringhiando mi accompagna allegramente fino alla macchina.
Che tristezza.
Morale della favola: chi lascia la strada vecchia e intraprende una nuova..!
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