Più fine e bella del suo annuncio
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Rieti
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La strada me la ricordo per i pomeriggi con i compagni fuorisede. Sudati per i primi caldi, gli scherrzi, l'età e le merende grasse. E' una di quelle che prendono il sole quando non servirebbe. La riscopro dopo tanto. E' cambiata. E' sempre popolare, pulita senza esagerare. Una schiera di vecchie casette tutte diverse attaccate le une alle altre, da un lato. Meno case, con qualche ambizione in più, come un micro giardino, dall'altro. C'è gente nuova. Un giovanotto a dorso nudo telefona dalla finestra. Ride. Ragazzi escono in strada correndo. Dopo aver attraversato si voltano a guardare se viene qualcuno. Come facevamo noi. Ho superato il numero dell'appuntamento. Torno indietro. Sono un po' agitato anche se qui ormai non mi conosce nessuno. Richiamo. Scatta il portone. Salgo. Entro. L'appartamento ha la tipica struttura minimalista della zona. Sono disegnati dallo stesso architetto: la necessità. Un colpo d'occhio e la confronto con quella della foto. E' lei. Il volto più magro. Sorride. Il corpo, è vero, ha dei chili in più. Però li porta bene. Con un equilibrio affascinante. E' vera. E' bella. Parliamo un poco di cose serie, come sono gli italiani. Mi chiede il nome, non le chiedo il suo. Espletiamo le solite formalità. Vada per un medio VU+20. Con lui è bravissima. Ho voglia di ricambiare. Arrivo da lei. Faccio scorrere la lingua tra le sue labbra. Prima delicatamente, poi accompagnando il movimento con la testa in modo frontato. Più a fondo. Ha gli occhi chiusi. Poggia una mano delicatamente sulla mia testa ma non mi indica come muovermi. Muove un po' il bacino. Ogni tanto sollevo il naso come un nuotatore di stile libero per respirare e controllare le sue reazioni. Con la bocca semiaperta accenno un movimento circolare, poi più ampio. Spingo fino a sentire la diversa consistenza dei tessuti sottostanti. Succhio. Mi sale in bocca qualcosa di liscio, allungato, morbido ma consistente. Lo accarezzo con la lingua. Mi stacco. Respiro. La guardo. E' bella. Non ritrovo quello che ho succhiato poco prima. Mi chiede se mi piace. Me lo faccio ripetere. Sì, ha un buon sapore. Sorride. Mi propone di cambiare. La faccio venire sopra. Si muove bene. Cambia ritmo e posizione ogni tanto. Mi appoggia i grandi seni sul petto ed io aspiro il profumo del suo collo e dei suoi capelli. Avverto piacere. Poi un sottile fastidio. Penso che ci sto mettendo troppo. Forse non riuscirò a finire. Finirò senza piacere. Vorrei essere già per strada. Si è tirata su, mi chiede perché sono diventato serio. Non lo sò e non rispondo. Mi propone una posizione più efficace. Da così le vedo la sua schiena larga, liscia e un po' incurvata come uno scivolo e alla fine la nuca e le mani sotto la testa. Vorrei arrivare alle tette o tra le gambe ma dovrei piegarmi troppo. Lascio stare. Regolo la profondità. Quasi esco e riaffondo più volte. Finisco. Un po' mi dispiace. Già vorrei tornare. Appena fuori dal portone svolto rapidamente da un lato, come non fossi mai entrato. Guardo in alto. L'uomo è ancora al telefono. Sorrido o penso di farlo. Forse mi vede. Abbasso lo sguardo vergognandomi. Penso è bello che questa strada sia cambiata. Sta diventando come l'avremmo voluta. Come non siamo stati capaci di fare noi.
...Espandi
ha risposto il 11/11/2016
Grazie