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Lucca
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A 40 anni suonati, posso dire di aver scopato tanto, da amiche, clienti, moglie e zoccole, ma ieri sera sono riuscito a torturare il mio uccello, con queste due emorroidi d'oriente. Chiamo con la voglia di provare queste due china, già con l'idea di buttare via quattrini, ma con il pensiero nella mia testolina di trovare qualcosa di buono all'interno della scatola cinese. Arrivo in loco, Via Cei, Zona Stazione di Viareggio, chiamo, mi aprono e salgo al terzo piano con ascensore. Mi apre questa tappetta con la pancetta alta circa un metro e cinquanta, tonda e strinta in un abitino che quando toglierà presenterà un fisico privo di sembianze femminili. Tratto per 70, per avere due amichette giocose, e cosi la nana chiama l'amica che in penombra sembrava longilinea, ma che vista alla luce si trasforma come d'incanto in cesso stratosferico. Si spogliano e giuro di non aver mai visto due donne fatte male a tal punto. Indescrivibili. Per di più fiche pelose e incurate, culi non pervenuti e tette che sfidavano la forza di gravita al contrario. Tengo duro e spero che almeno siano maiale. La grassa mi fa sdraiare, e inizia a pulirmi il cazzo moscio, come se avessi la tigna, e l'altra gemeva con la voce sopra di me senza che io ancora l'avessi appena toccata. Inizia un pompino vestito, con le mani e la bocca, e l'altra in piedi che gemeva mentre le toccavo le natiche. Al chè le dico "guarda che per far finta almeno te lo devo mettere dentro!", e lei diceva che non lo faceva di proposito. Chi ci capisce di queste due è bravo. Allora stanco del pompino e del rantolio dell'amica, giro quest'ultima a pecorina e inizio a scoparla, non prima che l'amica mi avesse cambiato il cappuccio per la terza volta. La penetro e continuava con questo rantolio, alché l'amica grassa mi abbraccia da dietro e con una mano mi tocca le palle e con l'altra mi spinge a sfondare l'amica. MI giravano talmente che allontano la grassa dalle mie spalle e inizio a sfondare la fica al bradipo a pecora. Spingo a forza tanto che lei cede e batte la testa nel muro sopra il letto. Bernoccolo, dovuto non a me ma all'amica che spingeva da dietro. Non ho più voglia, gli chiedo di leccarsi e baciarsi, ma non lo fanno e allora le sdraio entrambe sul letto ed io da sopra, tolto il cappuccio, gli sbrodo addosso in maniera copiosa tra occhi e capelli dell'una e dell'altra. Sono amareggiato, di questa tristezza che vi racconto, ma tanto è dovuto.
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