Giada blu della provinca di como
L'ho incontrata al pioppeto di saronno, quando ancora si faceva chiamare giada blu. In genere mette le inserzioni in cui tende a mischiare foto sue con foto prese da internet con soggetti che ricalcano in linea di massima i suoi caratteri somatici.
Ho concordato un incontro di 3 ore per 600 zucche. Era ancora un periodo in cui mi piaceva investire nella gnocca, se così si può dire.
Si presente puntuale al parcheggio con una utilitaria bianca ed impolverata. Lei, vestita con un tailleurino da sciuretta, sale sulla mia coupè e ci dirigiamo in camera.
Lei è bionda, alta circa 1, 62 senza tacchi, fisicamente ben proporzionata, con una terza abbondante di seno. Ha superato di gran lunga la quarantina...
Regolo immediatamente il conto e lei controlla che non manchi nulla (ah, donna di poca fede...).
Dopo un po' di social, scaldiamo i motori. Alla sciùra piace baciare e mette lingua in bocca senza problemi.
Orale discreto, senza infamia e senza lode.
Prima la pecorizzo, poi salta su a smorzacandela e picchia di brutto, poi le salto sopra alla mission impossible e la catechizzo come si deve. Si becca tutto il calibro che è un piacere, e modestia a parte, non è propriamente una passeggiata di salute.
Dopo un primo round di fuoco, si ritorna a parlare un po', e mi racconta di sua sponte, tutta una serie di disavventure, che l'anno portata sulla via dell'escortismo.
Dopodiché, è lei a rilanciare la posta...
Mi salta di sopra e prova a rinvenire il fanciullo che era caduto in letargo, con alterne fortune, a dire la verità. Colpa mia.
Nel complesso, direi che tutto sommato non vale i soldi spesi.
Anche perché per 600 zucche per 3 ore, mi aspettavo qualcosina di più. Lei è una escort nella norma, simpatica, piacente e professionale quanto serve, ma nulla di più.
Nota stonata: si è irrigidita quando le ho chiesto il suo vero nome e da dove arrivasse. Mi ha risposto più o meno garbatamente di farmi i cazzi miei. Per carità, ma chi ha intenzione di venirti a trovare...
Usciamo dal motel e la riporto alla sua macchinina polverosa, che mi dice che andrà a far lavare al più presto, perché la fa sentire un po' sporca...
La saluto, pensando tra me e me, che forse quella non è la cosa che la fa sentire tale.
Alla prossima l.
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