Lupobianco123
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Milano
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1 recensione
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1 voti utili
visto sta novita a Milano la chiamo subito e corrroooooo.E’ bellissima, ancor di più di quello che dicono di sé le sue immagini. Mi accoglie con un dolcissimo bacio sulle labbra; il chè ha indubbiamente un chiaro effetto di “stordimento” su qualsiasi avventore. Indossa un completino semi-traspartente rosso su cui cadono profumati e brillanti milioni di capelli biondi. Mi accompagna nella sua stanza, davanti al suo letto, dove dolcissima e premurosa mi spoglia e si spoglia, avendo cura di lasciare pendente ancora qualche merletto del suo completo sul seno. E’ statuaria: le tette sono perfette, adeguatamente maestose e naturali al tempo stesso. Le natiche sono disegnate col compasso, ma il pezzo forte è sicuramente il monte di venere. Va beh, direte voi , io sono un estimatore del luogo. Ma vi assicuro che difficilmente troverete niente di simile, per cura e perfezione. Dopo un attento e doveroso rituale di pulizia su di mè, passa ai fatti. Mi assaggia delicatamente, e consapevole del fatto che tutta quella visione mi ha già quasi portato all'orgasmo, altruisticamente si arresta un momento. M’infila con attenzione il cappuccio, poi intuisce, senza che glielo debba dire, che anch’io muoio dalla voglia di assaggiare il suo frutto. Si gira su se stessa, e mi concede per una buona decina di minuti la sua carne profumatissima. Usa qualcosa, perché anche quando eccitata, ha sempre un sapore fresco e dolcissimo. Sono così interessato al piatto del giorno da dimenticare quasi la sua stimolazione, e rischio di venirle subito addosso. Comprendo che, così facendo, mi perderei senza dubbio altri piaceri immensi. Così, sebbene a malincuore, mi stacco dalle sue labbra inguinali e la penetro da davanti. Non sono un campione di resistenza, (ma vorrei vedere voi davanti a una donna così, quanto durereste!). Lei lo capisce e pochi minuti dopo si sfila dall’incastro magico, mi toglie il profilattico e riprende da dove aveva cominciato. Paradisiaca visione. Avrei ancora un desiderio, che non ho bisogno di esternarle però. Perché pochi istanti dopo è lei che, sentendomi colare, mi stacca dalle labbra l'arnese. Ed io esplodo tutto il mio getto caldi su quel seno che avrei voluto strappare a morsi e portare a casa (ma lei delicatamente mi ricorda che non si può fare…). Stremato, felice e senza nemmeno una goccia di seme nelle palle, me ne ritorno a casa. Roberta sa che le ho dato tutto quello che avevo e che, per una settimana almeno, non vorrò desiderare altra donna al mondo.
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