Naufragare negli occhi di una ragazza russa
Alcune volte si sceglie di incontrare una ragazza, da siti come questo, perché colpiti da foto particolarmente “attrattive”, o da “menu” offerti particolarmente ricchi e variegati.
Io invece sono stato colpito dagli occhi di Fabia, di un colore verde-acqua così bello, per me, che ho sentito la necessità di incontrarla e di verificare…di persona.
E ho verificato…tre volte, nella settimana del suo tour a Montesilvano, in provincia di Pescara.
Fabia è una donna di 30-35 anni, estremamente elegante: le sue foto lo testimoniano, anche se solo in parte, perché dal vivo è molto meglio. Emana un fascino che ti avvolge, appena ti accoglie nel suo appartamento, vestita in modo sensuale, ma assolutamente non volgare.
Nei tre incontri che ho avuto con lei ho scoperto una donna appassionata, ma decisa nel manifestare quello che gradisce e quello che non le garba: ha infatti un carattere fermo e risoluto, che a me ha fatto letteralmente impazzire. Naturalmente sto scrivendo di mie impressioni personali, che possono essere condivisibili o meno da altri, ma sfido chiunque a trovare difetti nella fisicità e nell’eleganza di questa ragazza.
Passando ad argomenti più “interessanti” per chi è arrivato fin qui a leggere, devo dire che il suo bbj è eccezionale: ho dovuto stopparla più di una volta per non finire anzitempo.
Poi ho ricambiato con lunghe sessioni di daty, in cui Fabia mi ha guidato verso i suoi punti più sensibili, per cercare il suo piacere: infatti, le sue contrazioni pelviche involontarie sono state un segno evidente del piacere da lei provato, senza ombra alcuna di finzione. Infine abbiamo provato le classiche tre posizioni e anche qui la ragazza mi ha guidato, chiedendomi la pecorina, perché, a detta sua, la gradiva particolarmente.
Ho lasciato un regalino di 250 rose, per mezz’ora circa.
Questa ragazza russa mi ha stregato: sono “naufragato” nel colore dei suoi occhi, uguale al colore del mio amato mare Adriatico.
E, infine, forse ho capito quello che il grande poeta marchigiano voleva dire scrivendo:
“E il naufragar m’è dolce in questo mare”.
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