Una mattina in città con una pausa cinese.
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Salerno
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Una mattina frenetica in città, tra impegni e appuntamenti serrati, si apre all’improvviso un’ora vuota. Troppo presto per pranzare, troppo tardi per rientrare. L’orologio sembra prendersi gioco di me. Decido di non sprecarla: una rapida occhiata online e mi colpisce un annuncio, scritto in un italiano un po’ stentato ma con qualcosa di misterioso. È vicino. Chiamo, una voce femminile mi risponde con tono gentile, mi indica il luogo. Dieci minuti dopo sono lì, sotto un palazzo anonimo che ospita uffici e qualche attività commerciale.
Chiamo di nuovo per il civico preciso. Risponde una voce diversa, più vivace, mi invita a entrare. Salgo. È un piano rialzato, il corridoio silenzioso. Alto rischio di essere notati, ma ormai ci sono. La porta si apre.
Davanti a me una donna cinese, forse intorno ai quarant’anni, ma con un’aria fresca e luminosa. Indossa un vestito simile a una divisa scolastica, con un’eleganza studiata e un pizzico di civetteria. Il suo sorriso è aperto, sincero. Mi guarda sorpresa quando le porgo l’obolo, ma sorride ancora, come se avesse già capito tutto. Mi fa cenno di spogliarmi, lei fa lo stesso con naturalezza. Poi prende delle salviette e mi pulisce con delicatezza. Le chiedo di usare il bagno: lei annuisce, senza perdere quel sorriso che sembra volermi raccontare qualcosa.
Quando torno, mi accompagna su un lettino ordinato. Ci fermiamo. I nostri occhi si cercano, si trovano. La bacio. Lei sembra incerta, poi cede, e si lascia andare in un bacio lungo, dolce, senza fretta. Ha mani leggere e parole semplici, pronunciate con un’intonazione incerta ma autentica. Mi fa dei complimenti. Dice che sono diverso. Che le piaccio.
E io, senza pensarci troppo, glielo confesso: anche lei mi piace. Non so se sia stata la magia dell’istante rubato al tempo, o quella sua grazia così fuori dal tempo. Ma è stata, senza dubbio, la mia esperienza più intensa con una donna del Sol Levante. Un momento imprevisto, nato dal caso, ma impossibile da dimenticare.
Il rapporto è stato molto intenso, coinvolgente, lento e con diverse pause da me cercate per abbracciarla e coccolarla. Ha ricambiato con sapiente maestria nell’arte amatoria. Sarà perché è scoccato qualcosa fra noi, ma ho sentito anche lei molto presa. Lo sentita godere più volte e quando sono arrivato nel gommino lei si è impegnata nel ripulirmi e si è distesa vicino a me continuando a coccolarci. Lei si scusava per il seno molto minuto ma posso dire che è passato veramente in secondo piano. Peccato non aver avuto la possibilità di ritornarci…
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